I francobolli del Terzo Reich – Considerazioni finali

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Con il post di oggi termina un appuntamento quotidiano durato quasi cinque mesi che spero abbiate trovato interessante.

L’obiettivo dichiarato era quello di ripercorrere il periodo storico dalla nascita al crollo del Terzo Reich attraverso i francobolli che in quei terribili dodici anni furono stampati dalla Germania nazista.

L’ultima emissione ufficiale, del 20 aprile 1945, fu quella dedicata alle SA e alle SS. Alla Tipografia di Stato di Vienna era stata commissionata una nuova serie di due valori che avrebbe dovuto celebrare le formazioni NSKK e NSFK, ma che non fece in tempo a vedere la luce a causa dell’armistizio dell’8 maggio 1945 che faceva seguito alla resa incondizionata della Germania sottoscritta dal generale Alfred Jodl.

La Seconda Guerra Mondiale, scatenata dalla Germania di Hitler sei anni prima, fu per molta parte del mondo – soprattutto per l’Europa, il Giappone e certe regioni della Cina – una vera e propria apocalisse.

Nella guerra persero la vita oltre 50 milioni di persone, di cui circa 30 milioni nella sola Europa. Il Paese che soffrì maggiori perdite in assoluto fu l’Unione Sovietica, con circa 20 milioni di morti, di cui 13.600.000 soldati e 7 milioni di civili (il 10 per cento della popolazione delle zone europea e asiatica); la Polonia perse oltre 6 milioni di abitanti (cioè il 22 per cento della popolazione, comparativamente il rapporto più alto del mondo); la Germania ebbe circa 5 milioni di morti; la Jugoslavia 1.690.000; la Francia 810.000; il Commonwealth britannico 544.596; l’Italia 300.000 fra morti e feriti; il Giappone circa 1.800.000 morti; gli Stati Uniti 292.000 morti (tutti militari). La Cina fu quella che accanto all’URSS contò, a partire dall’inizio del conflitto con il Giappone nel 1931, il più alto numero di caduti: oltre 15 milioni.

I campi di sterminio nazisti, finalizzati al genocidio del popolo ebraico e di milioni di prigionieri di altre razze e di varia nazionalità (soprattutto russi e polacchi) furono causa di sofferenze illimitate per i civili. Sulle prime lo sterminio fu affidato – non solo ad Auschwitz, ma anche nei territori sovietici occupati dalla Wermacht dopo l’invasione dell’Urss – ai metodi tradizionali: fucilazioni in massa e impiccagioni. Ma ciò risultò nocivo (al morale dei militari impiegati nelle esecuzioni) e faticoso (per la sepoltura dei cadaveri). Le tecniche sperimentate per l’eutanasia – praticata inizialmente per eliminare i portatori di malattie invalidanti – suggerirono metodi di esecuzione ordinati e “puliti”.

Se nessuna delle parti in lotta si astenne dal compiere stragi e violenze, certo i nazisti superarono tutti gli altri in sistematicità e disumanità. Il responsabile principale di quella pagina indegna della civiltà occidentale, Adolf Hitler, non potendo sottrarsi al giudizio della storia si sottrasse a quello dei vincitori con il suicidio.

Chiuso nel bunker della Cancelleria, mentre Berlino era accerchiata dai russi, il Führer passò la mano al grande ammiraglio Doenitz, designandolo a suo successore perché prendesse le misure che la situazione richiedeva. Quindi si tolse la vita con un colpo di pistola alla bocca. Erano le tre e mezza del pomeriggio del 30 aprile 1945. Secondo le sue volontà, il cadavere fu bruciato in cortile, insieme a quello della sua amica Eva Braun, che si era data il veleno accanto a lui. Commenta Churchill: “la pira funebre di Hitler, col rombo dei cannoni russi che si faceva sempre più forte, suggellò lugubremente la fine del Terzo Reich”.

 

10.06.1937. Pro Fondo di cultura. Tipo del foglietto n. 8 con soprastampa a lato di ogni francobollo: «25 Rpf. Einschliesslich Kulturspende».

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Foglietto n. 10

Foglietto n. 10

La cultura nel Terzo Reich

Nel 1933, il Ministro della Propaganda nazista Joseph Goebbels cominciò il cosiddetto “allineamento della cultura”, con il quale adeguare agli obiettivi nazisti tutta la produzione artistica del paese. Il governo cominciò quindi con epurare le organizzazioni culturali dai dipendenti ebrei e da coloro che venivano ritenuti politicamente o artisticamente sospetti. Le opere di autori tedeschi di fama mondiale come Bertolt Brecht, Lion Feuchtwanger e Alfred Kerr vennero bruciate durante una cerimonia organizzata a Berlino per distruggere libri ritenuti pericolosi.

A partire dal settembre 1933, un Gabinetto per la Cultura del Reich (che comprendeva l’Ufficio per la Produzione Cinematografica, quello per la Musica del Reich, quello per il Teatro, quello per la Stampa, quello per la Scrittura e, infine, quello per le Arti e per la Radio) cominciò a controllare regolamentare ogni aspetto della produzione culturale ed artistica tedesca. Inoltre, gli studiosi tedeschi di Estetica cominciarono a sottolineare il valore propagandistico dell’arte e a celebrare contemporaneamente concetti quali l’eroismo della guerra, l’Arianesimo e la cultura contadina. Tale ideologia era in stridente contrasto con l’arte moderna, fortemente innovativa; di conseguenza, forme come la pittura astratta vennero ritenute forme “degenerata”, o “arte e cultura bolsceviche”.

Per quanto riguarda l’architettura, i Nazisti costruirono edifici monumentali in uno stile sterilmente classico che mirava a trasmettere il senso della “grandezza” del nuovo movimento politico. In letteratura, invece, essi promossero le opere di scrittori come Adolf Bartels o Hans Baumann – poeta della Gioventù Hitleriana – e crearono una “lista nera” per facilitare la rimozione dalle biblioteche pubbliche dei libri definiti “inaccettabili”. A parte la letteratura ispirata alla cultura contadina e ai romanzi storici centrati sul Popolo (Volk), le autorità tedesche addette agli affari culturali promossero i romanzi che parlavano di guerra, in modo da preparare la popolazione all’ormai prossimo conflitto.

La “promozione artistica” (un termine generico coniato per sostenere le arti e gli artisti) si estendeva anche ai film. Finanziata fortemente dallo Stato, l’industria cinematografica rappresentava uno strumento molto importante per la propaganda, e film come “Trionfo della Volontà”, di Leni Riefenstahl, o “Quex e la Gioventù Hitleriana” servirono a celebrare il Partito e i giovani nazisti di fronte a un pubblico molto vasto. Altri film, come “Ich klage an”, giustificavano invece il programma Eutanasia, mentre “Jud Suess” e “Der ewige Jude” (“L’Ebreo Errante”) perpetuavano gli stereotipi antisemiti.

In campo musicale, i Nazisti promossero le opere di compositori tedeschi come Johann Sebastian Bach, Ludwig van Beethoven, Anton Bruckner e Richard Wagner, mettendo invece al bando l’esecuzione di lavori di artisti “non Ariani” come Felix Mendelssohn e Gustav Mahler. Adolf Hitler, poi, si recava regolarmente all’Opera così come al Festival di Bayreuth, che veniva organizzatoper celebrare Richard Wagner. Infine, i Nazisti diffusero canzoni e marce dal forte carattere nazionalista, per rafforzare ulteriormente l’indottrinamento ideologico delle masse.

Infine, le compagnie teatrali si dedicarono alla messa in scena delle opere dei grandi autori tedeschi come Goethe e Schiller, così come dei drammi Nazional-socialisti, mentre, allo stesso tempo, i Nazisti fecero costruire grandi anfiteatri all’aperto per alimentare ulteriormente l’idea di un unico Popolo e il senso di comunità nazionale (Volksgemeinschaft).

La promozione di una cultura “Ariana” e la soppressione di altre forme artistiche rappresentarono insieme un altro dei tanti strumenti con i quali i Nazisti cercarono di “purificare” la Germania.

20.10.1944 – Francobollo per i pacchi postali.

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Franchigia militare per i pacchi natalizi direzione patria-fronte fino a 1 kg. Come l'esemplare precedente, ma di formato più piccolo.

Franchigia militare per i pacchi natalizi direzione patria-fronte fino a 1 kg. Come l’esemplare precedente, ma di formato più piccolo.

Franchigia militare

Francobolli di franchigia emessi dal responsabile della posta militare dell’Alto Comando dell’Esercito.

Questo francobollo di franchigia non fu distribuito ai collezionisti.

Il francobollo di franchigia venne utilizzato diviso in due parti nel marzo del 1945 in Curlandia come francobollo di posta aerea.

10.07.1942 – Francobollo per i pacchi postali.

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Franchigia militare. Serie di 2 esemplari, il primo dentellato 13½ , il secondo perforato a zig-zag.

Franchigia militare. Serie di 2 esemplari, il primo dentellato 13½ , il secondo perforato a zig-zag.

Franchigia militare

Francobolli di franchigia emessi dal responsabile della posta militare dell’Alto Comando dell’Esercito.

Il francobollo di franchigia per pacchi postali fu utilizzato per controllare le spedizioni patria-fronte e fu emesso da numerose unità di posta militare.

Il francobollo di franchigia fu distribuito anche allo sportello filatelico delle Poste del Reich al costo di 50 pf., ma solo annullato con il timbro di posta militare.